martedì 17 marzo 2009

Piccola considerazione in ufficio, prima di uscire.


Lo so, non mi piace fare foto.
E quelle che ho non sono tutte digitali o almeno non sono state digitalizzate.
Probabilmente è giusto pensare che la nostra "chiusura" si manifesti anche nelle assenze di foto.
Ma stasera. A quest'ora. Cerco qualche foto con i miei migliori amici padovani e non trovo quasi nulla.
Forse è tutto qui.
In questi giorni ho avuto contatti con altre gruppi di amici, molto molto uniti.
Normale nella mia testa è nato il confronto con il mio gruppetto storico.
Io, Teo, Vacca, Checco, Bruno, Maurizio, Gorla, Ronco, Tondini, Ste, Mau, Attilio.
Abbiamo sempre vissuto a modo nostro l'amicizia. E forse mi accorgo di come dovessimo sforzarci di più. Siamo cresciuti insieme. Abbiamo fatto mille cose insieme. Ma è come se non avessimo mai voluto andare oltre un certo rapporto. Oltre gli scout, le partite di calcetto, il fantacalcio e la pizza in centro non siamo mai andati.
C'eravamo.
Lo sapevamo.
E forse ci bastava questo.
Se non fosse che la crescita, le esperienze diverse, la vita ci ha sparsi un pò ovunque. E ci siamo persi. Forse ci saremmo persi lo stesso. Forse no. Avremmo dovuto chiedercelo insieme. O non permettere alla distanza di allontanarci.
Alla fine, un'amicizia è come una storia d'amore. Ha le sue regole. Io non le ho mai seguite e ne soffro molto. Più cresco, più mi accorgo l'importanza degli amici. Una volta vivevo per l'amore. Vivevo per la mia donna. Ora mi accorgo che tutto è diverso. Che gli equilibri sono diversi. Che il respiro della coppia passa anche attraverso un mondo di condivisione e di amicizie. E questo penso sia proprio una delle cose che più mi manca di Padova.

Quando torno nella mia città, ho i miei punti fissi. E nessuno me li toglie.
Il mio cercarvi in quei momenti serve solo a ricordarvi che voi per me ci siete sempre.
Anche se vivo nella Milano da bere, da mordere, da digerire.

3 commenti:

Theus ha detto...

uno dei tuoi amici sulla lista è qui a milano, e ti cerca. dobbiamo fare la nostra piccola padova a milano, ci siamo detti. io ci sono. ho voglia di farlo. iniziando con lo squash (non mi hai risposto sul giorno da programmare) e da qualche uscita in più.
te speto, vecio.

standby-man ha detto...

Hai ragione. Lo squash è imminente. Prepara le gambe e le braccia.

Kecco ha detto...

...e io invece vi dico di continuare a farvi la vostra Milano. Con i vostri giri, cazzi e scazzi. Altrimenti non ne uscite mai e vi incartate.

Padova è stata qualcosa. Adolescenza, farsi compagnia, nel senso più "nobile". Università, inizio (!) maturazione, scelte da fare.

Padova è qualcosa. Lontananza, poca compagnia. Il tempo che screma e ridisegna dinamiche. Un filo che ancora resiste dove molte corde hanno ceduto. E poi ci sono i 30 anni, mica cazzi.

Padova sarà qualcosa. Cosa? Mah... ma qualcosa scommetto sarà.

;)