lunedì 2 febbraio 2009

Torniamo a fare pubblicità. Parte terza (variazione sul tema).


La pubblicità mass market è sempre più una questione di nomi. Basta guardare alcune famose campagne. Per anni, il protagonista degli spot Tim è stato Urbano Persichetti (De Sica per intenderci) che guarda caso faceva il vigile urbano. Durante le ultime vacanze, Sky ha bombardato i nostri canali con Pasquale che prendeva il posto di Natale Babbo. E questa domenica è uscito l'ultimo spot di Amadori dove il protagonista dello spot è un assaggiatore che si chiama Gustavo. Potrei citare anche l'ultimo spot Lavazza dove Laurenti fa la parte di Oreste, il cameriere celeste (ma qui il nome non è legato al prodotto in sé).
Il gioco è semplice, no?
Basta pensare ad un prodotto ed associarci un nome.

Per un detersivo? Candido (con Candido Cannavò come testimonial) o Bianca.
Per le pile Duracell? Massimo ci sta bene.
Per Monster.it? Assunta è perfetto.
Per un'auto? Guido, ovvio.
Per una comunicazione governativa? Italo.

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